Era da molto, troppo tempo che si continuava a parlare di organizzare un "camp artva" per  rinfrescare un attimo le nozioni di soccorso in caso di incidente in montagna per chi come me  apprese le nozioni di salvataggio durante gli  anni di leva presso l'esercito svizzero o  per chi invece era la prima volta che prendeva conoscenza di come bisogna usare questo piccolo grande apparecchio che in caso di reale pericolo può, se usato correttamente, salvare delle vite umane

la giornata, suddivisa in due parti, si è svolta in un anfiteatro di rara bellezza poco fuori dai confini nazionali e più precisamente presso l'Alpe Devero , che guarda caso è pure stata la località dove ho iniziato la pratica dello sci fuoripista

Per non perdere tempo ci siamo subito portati in quota e, dopo aver effettuato una prima discesa di riscaldamento, ci siamo ritrovati alla partenza della seggio, per una prima importante prova

che molte volte, presi dalla foga della prima traccia, si dimentica di effettuare ma che potrebbe essere di vitale importanza. La prova del funzionamento sia in ricezione che ricerca dell'apparecchio che si indossa

visto come tutti i partecipanti erano in regola con l'equipaggiamento, siamo risaliti per le prime vere discese di giornata.

che ci hanno portato a disegnare i pendii dell'alpe in largo ed in lungo , accompagnate da qualche sosta tecnica dove Teo ci spiegava come il vento di questi giorni ha lavorato taluni pendii

dai quali era quindi meglio starci alla larga per evitare fastidi inutili, come la tecnica di discesa, nel caso di passaggio obbligato, ovvero di scendere  uno per volta senza mai perdere di vista la traiettoria di chi sciava 

ma  non prima di aver  messo in sicurezza chi sopra assisteva alle gesta tecniche del freerider n azione...

Il pomeriggio è poi proseguito con una prova Artva sul campo da parte di tutti i partecipanti. 

Obiettivo raggiunto visto che tutti sono riusciti in pochi minuti a trovare il sepolto.  

A seguire una carrellata di foto che mostrano Stefano in azione con Artva e Sonda sotto la supervisione della guida alpina Teo

Un grazie ed un arrivederci a tutti... a  presto

Commenti: 3
  • #3

    fabri (domenica, 01 febbraio 2015 20:39)

    Spettacolo

  • #2

    Nick (domenica, 01 febbraio 2015 17:44)

    Hai ragione Willy ed è proprio per questo motivo che non bisogna mai abbassare la guardia, tenersi costantemente aggiornati e se le condizioni non lo permettono sapersi accontentare del poco sicuro piuttosto del tanto pericoloso...

  • #1

    Willy (domenica, 01 febbraio 2015 17:02)

    Ciao Nicola. .....lo sai che ti vogliamo bene, dunque la prudenza non è mai troppa difronte a condizioni proibitive ....buon divertimento sulle nevi, w&s