Corona dei Pinci

Ti svegli una domenica mattina, sapendo che tutti i “soci” sono via per vacanze e ti assale una voglia matta di fare un impresa. Non è che  ci vuole tanto basta inforcare la tua specialissima e partire…

Peccato solo che tra una cosa e l’altra è quasi un mese che non appoggi più le terga su un sellino e già sai che sarà un impresa ardua coronare il tuo sogno

 

Svogliatamente ti vesti butti qualcosa nello zaino, le protezioni no tanto dove vuoi andare con il pessimo stato di forma che ti ritrovi, saluti con un bacio la tua dolce metà  ed inforchi  lei.. la “Nina”… si  parte… “ahhh dove vai?” Boh, le rispondo, dove mi portano le gambe… tanto non penso che oggi farò tardi...

Si parte, la voglia di percorrere la sterrata che costeggia il fiume è poca, si puntano subito le ruote verso l’insù, si sale ad Arcegno via “Polacchi”… le gambe girano a meraviglia… sensazioni ottime direi

Provo a pigiare un pochino sui pedali nel tratto più duro, nessun segno di cedimento e l’idea inizia a frullarmi in testa… oggi à giornata per combinarne una delle mie….

Quasi quasi la tento, tanto son solo 6 km per arrivare in Ginestra che vuoi che siano… già tante volte ci sei salito, la conosci ormai a memoria la salita, sai dove bisogna stringere i denti e dove poter tirare il fiato… dai provaci

Detto, fatto… ormai siamo in ballo… svoltato a destra tocca salire e poi forte dal fatto che non ho nulla da perdere, si scala un dente e si sale… oggi, se  le gambe mollano, son scusato, si gira e si torna a casa. Non ho nulla da perdere

Passati i primi strappi, la gamba  inizia a farsi più pesante ma continua a girare senza batter ciglio,  pochi metri e si arriva al primo traguardo, la fontana dove fare il pieno alla borraccia. Mancherà all’incirca 1,5 km alla Ginestra ed il più è fatto… non che poi spiana visto che saremo sempre attorno ai 9/10 % di media… ma il grosso ormai è alla spalle

Faccio fatica a crederci di esser arrivato sin qua, si riparte, passo il grotto ancora 200 metri e ci sono. Uno sguardo al computerino e con soddisfazione vedo che i battiti sono nella norma… il dislivello percorso è di 760 m… altra sfida balena in testa, oggi voglio arrivare a toccare i 1000.

Si torna a salire…obiettivo giungere in vetta. Si scollina alla Corona. Detto fatto, i 1000 metri di dislivello sono in carniere. La soddisfazione è immensa, il panorama che si respira da quassù non è di meno. Anzi…

Ci siamo tocca tornare alle base, certo che se avevo con me le protezioni era meglio, ma tant’è corro il rischio… scendo con prudenza, ma non approfittare dei magnifici trail che conducono all’Alpe Zotta è da suicidio

Era un po che non scendevo da qua sopra, lo spettacolo è immenso, la discesa non troppo tecnica, è resa impegnativa  dalle pendenze importanti che non facilitano la guida del mezzo a causa di un terreno ultra secco che non permettono un grande grip alle coperture pur nuove appena montate sulla bici.    

Si “sculetta” un poco ma raggiungo in uno stato di estasi l’alpe Zotta. Riempio la borraccia e giù per la via normale , la bici ormai va sola, la strada la conosce a memoria ed io posso iniziare a gongolare per l’impresa compiuta…

altimetria sino alla sbarra.. poi si continua per altri 3 km...

Commenti: 5
  • #5

    Fabri (venerdì, 25 agosto 2017 11:47)

    Grande Nick

  • #4

    Nick (giovedì, 20 luglio 2017 19:18)

    Grazie a tutti per i complimenti. Avevo proprio bisogno di un giro "salvavogliaditornarafaticare"....
    Renzo stai pronto che appena possibile vedremo di organizzare un bel girone....

  • #3

    Renzo (giovedì, 20 luglio 2017 15:19)

    Complimenti per l'impresa è per l'ottima descrizione, peccato non esserci

  • #2

    willy (giovedì, 20 luglio 2017 09:27)

    Le tue righe trasudano di passione ed entusiasmo, nel leggerle pareva di accompagnarti, a presto Willy con Sonia

  • #1

    fabri (giovedì, 20 luglio 2017 08:32)

    la skorza è dura da abbattere. grande nick